Il Maschio Angioino e le sue trasformazioni nel corso dei secoli

di Loredana Caserta 

Sarebbe piuttosto difficile immaginare il Maschio Angioino in una forma molto diversa da quella che vediamo noi oggi, riconoscendo nella fortezza trapezoidale il simbolo indistinguibile della città di Napoli. Eppure l’aspetto del castello è mutato molte volte nel corso del tempo. Perfino il progetto originario era ben diverso rispetto al “molosso” di tufo e piperno che siamo soliti ammirare oggi a Piazza Municipio, quando ci troviamo dinanzi alla sua maestosità .
Nato nel 1279 dall’idea del sovrano Carlo I d’Angiò, fu denominato sin dall’inizio “Castel Nuovo”, poiché la sua funzione fu quella di sostituire i due castelli preesistenti della città: Castel dell’Ovo, isolato per tre lati sul mare e, quindi, maggiormente esposto alle flotte navali nemiche e Castel Capuano, troppo decentrato rispetto al nucleo urbano che si era ampliato subito dopo la conquista angioina. Il castello divenne ben presto residenza dei sovrani e centro culturale, luogo di ritrovo e soggiorno di letterati, artisti e nobili che provenivano da tutta l’Europa.
Grazie ai recenti lavori per la realizzazione della fermata “Municipio” della metropolitana di Napoli, gli scavi condotti nel sottosuolo hanno permesso di riscoprire le fondamenta della reggia fortificata eretta da Carlo d’Angiò nel 1279. In particolare, sono emersi numerosi dettagli che permettono di ricostruire quella che era la “cittadella aragonese”, creata a seguito delle opere di ristrutturazione eseguite alla corte di Alfonso d’Aragona, che succedette a quella degli Angiò nel 1442. Il castello, ampiamente danneggiato nel periodo precedente, fu completamente rinnovato dal nuovo sovrano, che volle realizzare una potente struttura difensiva costituita da una cinta bastionata quadrangolare, rinforzata da tre imponenti torrioni circolari agli angoli (della Marina, del Molo e dell’Immacolata), più un bastione pentagonale (di Santo Spirito).
Fu in età vicereale (XVII – XVIII sec.) e, in seguito, in età Borbonica che la cinta subì pesanti modifiche, dovute alla costruzione di nuovi ambienti che stravolsero l’originale impianto medioevale, quali fabbriche, depositi ed abitazioni, creando anche una poderosa cinta muraria intorno che fu demolita soltanto dopo l’Unità d’Italia, per la costruzione di Piazza Municipio e la successiva realizzazione della linea 1 della Metropolitana.

 

 

Share it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *