Oasi Fiume Alento

L’Oasi Fiume Alento

di Anna Del Fatto

“Immaginate un posto dove la natura è protetta, dove è padrona di dare vita ai suoi processi vitali e di evolversi in armonia con l’uomo. E immaginate questo posto pieno di piante e di fiori selvatici, di acque limpide dove si possono osservare piccoli animali sempre più rari…e poi gli uccelli, centinaia di uccelli che costruiscono il loro nido, allevano i piccoli e li difendono dai predatori naturali, anch’essi presenti in assoluta libertà. A un posto così non si poteva che dare un solo nome: oasi.”

(Danilo Mainardi, 1933)

 

Uno dei luoghi più incantevoli del nostro Cilento è l’Oasi Fiume Alento. Sorge a metà strada tra le imponenti rovine di Paestum e le superbe vestigia dell’antica Velia e costituisce una realtà molto preziosa per il territorio, dal momento che è un fiore all’occhiello per l’uso sapiente della risorsa acqua e per la biodiversità ambientale. Per capire cosa offre quest’oasi naturalistica, bisogna senza dubbio visitarla perché è un luogo dai mille volti, capace di offrire esperienze uniche a visitatori di tutte le età.

L’immensa distesa di verde offre la possibilità di fare passeggiate ricreative nella natura, volte ad apprezzare la flora endemica, oltre che la fauna selvatica attraverso numerose postazioni per il birdwatching. Escursioni nella macchia mediterranea sono possibili grazie ai sentieri per il trekking, come il suggestivo percorso circumlacuale “Camminalento”.

Già molto apprezzato da chi pratica mountain biking, il sito a maggio 2018, sarà la location per l’evento podistico: Alento Trail Running.

Non mancano le passeggiate e le lezioni a cavallo; le attività sul lago quali

corsi di vela, pesca sportiva e tour in battello; e inoltre visite in oasi con mezzi di trasporto “green”, laboratori creativi e scientifici e istruttive giornate a tema per adulti e bambini.

Il lago dell’Alento si è originato grazie alla realizzazione di una diga in terra che, sbarrando il corso dell’omonimo fiume, ne ha intercettato le acque  creando un grande invaso, prezioso dispensatore di acqua ad uso irriguo, potabile e ambientale. Opera del Consorzio Velia, la Diga di Piano della Rocca (1984-1994) rientra in  un più vasto e complesso sistema idrico che ha risolto il secolare problema di carenza di acqua nel Cilento. Si è arrivati, non solo ad un’ equa distribuzione della risorsa idrica,  ma anche ad un accurato controllo del dissesto idrogeologico grazie a sofisticati centri di monitoraggio. E ancora, impianti per produrre energie pulite e rinnovabili, nel rispetto della natura e dell’ambiente. Le aree umide a valle della diga, realizzate allo scopo di incrementare la qualità ambientale dell’area, consistono in stagni e laghetti che permettono la sosta e la nidificazione degli uccelli. Numerose specie di anfibi, pesci e mammiferi trovano un  habitat a loro congeniale. Persino la lontra, mustelide sensibile all’inquinamento e per questo in via d’estinzione, vive nelle acque del fiume Alento.

Ma la visita naturalistica in oasi non può prescindere dalla visita guidata alla diga di Piano della Rocca, un’ occasione per conoscere la storia di una terra dalla vocazione agricola, valorizzata dall’ingegnosità dell’uomo. Scoprire che l’elemento antropico può rivelarsi valore aggiunto quando un’opera ardua come una diga si armonizza con la natura trasformandosi in un gigante  di terra buono che veglia su di un fiume.

È davvero un’atmosfera da sogno quella dell’Oasi Alento, un luogo dove ritemprare corpo spirito, dove rilassarsi fermandosi ad “ascoltare il mormorio” del fiume tra le rocce… Per poi riportare a casa il ricordo di alberi, di corsi d’acqua e di un maestoso lago dai molteplici bagliori, i cui effetti sono suggestivi quando la macchia mediterranea si riflette in esso.

 

 

 

 

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